DISTURBO DI PANICO




Il Disturbo di Panico è uno dei motivi che molto spesso induce le persone a chiedere un aiuto psicoterapeutico per l’elevato senso di disagio che può provocare.

Viene descritto così il malessere vissuto: “Domenica volevo portare i miei bambini al cinema ma il pensiero di sentirmi male mi terrorizzava e sono rimasta a casa”; “Mi mancava l’aria, non riuscivo più a respirare, sudavo ed avevo la testa vuota…”; “Mi sento sicura solo se rimango nei posti che conosco…”.

Il Disturbo di Panico è inserito all'interno dei Disturbi d’Ansia ed è caratterizzato da ripetuti Attacchi di Panico. A volte può essere associato ad agorafobia, cioè alla paura degli spazi aperti dove la persona percepisce una sensazione di perdita di sicurezza. In genere sono presenti evidenti sintomi somatici come ad esempio, mancanza d’aria, vomito, tachicardia, vertigini… e sintomi psicologici come ,senso di distacco, paura di morire, paura di impazzire…

Il Disturbo di Panico può essere molto debilitante, perché la persona comincia ad attivare le strategie di evitamento e la sua vita può cambiare drasticamente; spesso ha la necessità di essere accompagnata da qualcuno di cui si fida a scapito della sua autonomia.

Negli ultimi tempi l’esordio del Disturbo di Panico è anticipato all'adolescenza e alla pre-adolescenza. In passato il Disturbo di Panico veniva trattato farmacologicamente come una “paura esagerata” ma non ci sono state evidenze cliniche di guarigione. L’emozione prevalente nell'Attacco di Panico è la solitudine e non la paura, che pure è presente. Si tratta di una solitudine profonda, legata al sentirsi senza protezione, senza filtri nell'essere esposto al mondo. Panksepp (2012) individua il Sistema del Panico, un sistema innato presente nei mammiferi che viene attivato dalla separazione da un supporto sociale e affettivo. Quando il piccolo viene separato dalla madre, attiva un “pianto da separazione” che serve a richiamare la madre e questo gli garantisce la sopravvivenza. Se questo sistema, per qualsiasi motivo non funziona, il piccolo può sperimentare una solitudine indicibile che rimarrà al di fuori della sua consapevolezza.

Il Disturbo di Panico compare nella vita di una persona quando c’è una “rottura” o anche un passaggio evolutivo di crescita da appartenenze radicate (ad esempio la famiglia) ad una sovraesposizione al mondo “insopportabile”.

A livello neurofisiologico, vi è un aumento della produzione di cortisolo che provoca l’accelerazione del ritmo cardiaco. Il Panico costituisce un’esperienza traumatica in sé perché è caratterizzato da una paura intensa e soverchiante. La persona è angosciata dal pensiero dell’arrivo di un nuovo attacco di panico dopo averne fatto esperienza in modo inaspettato. Lo stress prolungato causato dall’ansia anticipatoria che caratterizza il Disturbo di Panico, incide a sua volta sul funzionamento e l’organizzazione di alcune aree del Sistema Nervoso Centrale che rimane in costante stato di sovreccitazione. Tutto ciò indebolisce le difese immunitarie rendendo la persona più vulnerabile a processi infiammatori e malattie organiche.

Molto spesso alla base del Disturbo di Panico ci sono esperienze infantili sfavorevoli come ad es. la mancata sintonia tra il bambino e il genitore, separazioni reali o temute etc… Oltre a fattori ambientali, anche fattori genetici (genitori con disturbi d’ansia, disturbo depressivo e disturbo bipolare) e fisiologici (problemi respiratori come l’asma) possono contribuire all'insorgenza del Disturbo di Panico.


COSA SPERIMENTA LA PERSONA

· Gli Attacchi di Panico vengono vissuti come esperienze di vita minacciose che causano risposte di paura ed impotenza;

· L’incontrollabilità e l’imprevedibilità del sintomo mette l’individuo in contatto con la propria vulnerabilità e mancanza di controllo;

· A livello inconsapevole, alla base del Panico è sempre presente un conflitto tra dipendenza ed autonomia;

· L’evitamento protratto di situazioni che potrebbero evocare risposte di Panico, ha un forte impatto sul senso di Sé e sull’ autostima;

· La progressiva limitazione del proprio sistema di vita e della propria rete relazionale, stringe l’individuo in una rigida morsa che gli conferisce una illusoria sensazione di sicurezza.


COSA È IMPORTANTE SAPERE…

  • I sintomi somatici sperimentati durante l’Attacco di panico NON possono mettere realmente in pericolo la vita della persona;

  • L’Attacco di Panico ha una precisa durata temporale;

  • L’acquisizione di alcune tecniche di autocontrollo e di gestione dell’ansia,possono aiutare a stabilizzare le emozioni troppo intense;

  • E’ possibile acquisire un maggiore senso di efficacia e padronanza se la persona riesce a cogliere i primi cambiamenti corporei che anticipano l’ Attacco di Panico e a gestirli adeguatamente;

  • E’ necessario rivolgersi alla psicoterapia per individuare i ricordi del passato e le esperienze che possono aver generato o contribuito all'instaurarsi dell’attuale disturbo.

Bibliografia

Faretta, E. (2018). EMDR e disturbo di panico. Dalle teorie integrate al modello di intervento nella pratica. Milano. Edra;

J.Panksepp, L.Bivien (2012). Archeologia della Mente. Varese.Raffaello Cortina;

S.Sassaroli, R.Lorenzini, G.M. Ruggiero. Psicoterapia Cognitiva dell’ansia (2006). Milano. Raffaello Cortina;

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