AFFRONTARE IL CAMBIAMENTO…FORZA E FRAGILITA’ DEL GENITORE NEL CONTESTO ATTUALE

Aggiornato il: mag 15

Il cambiamento repentino che stiamo vivendo sta mettendo a dura prova la capacità di ADATTAMENTO dell’uomo che ha permesso la stessa sopravvivenza nel corso dell’evoluzione. Ciò che mi sorprende maggiormente è che in poco tempo le persone sono state in grado di modificarsi e di modificare il loro lavoro per far fronte alla nuova realtà; insegnanti che si attivano con la didattica a distanza, sanitari che lavorano molte ore in più rispetto a prima, lavoro agile anche per chi non usava tecnologia, insomma una vera e propria rivoluzione. E la maggior parte delle persone ha “trovato” le sue risorse, la sua forza e capacità di fronteggiare il nuovo.

Il RUOLO GENITORIALE a mio avviso, ha invece subito una tendenza inversa, ha fatto emergere con maggiore evidenza, probabilmente, la fragilità che era già presente. Ascoltando molti genitori di bambini in età prescolare (3-6 anni) sono emerse due grandi difficoltà in questo momento:

1) Riuscire a lavorare da casa con il bambino (o più bambini) presenti;

2) Coinvolgere il bambino in attività ludico-didattiche strutturate (magari proposte dalle insegnanti).

In entrambi i casi sembra essere presente un “impoverimento” dell’AUTOREVOLEZZA del genitore che necessariamente deve riorganizzare la routine familiare per affrontare le mutate esigenze. Questo cambiamento sostanziale deve essere ben chiaro e definito nell’adulto affinché possa essere assimilato anche dal bambino. Prima del coronavirus il tempo in casa con i propri bambini era prevalentemente un tempo di svago, gioco, relax. Attualmente è necessario dare STRUTTURA alla quotidianità, avere delle routine, creare nuove abitudini. È importante veicolare al bambino l’idea che questo non sia solo un tempo che deve passare in attesa del ritorno alla “normalità” ma che anche lui ha degli impegni, deve rispettare delle regole, adattarsi alle nuove esigenze dei genitori. Questo è un tempo di CRESCITA fondamentale per il bambino e, come adulti, abbiamo il dovere e la responsabilità di utilizzare al meglio.

Ecco alcune indicazioni utili:

1) Se entrambi i genitori hanno esigenza di lavorare da casa, è necessario stabilire delle alternanze su chi, in quel giorno si potrà concedere delle pause per occuparsi del bambino. Informare i figli su quale genitore è maggiormente disponibile nelle prossime ore;

2) Per lavorare è necessario avere uno spazio ben definito, che metta un “confine” chiaro al bambino;

3) Fare una lista, con poche cose, ad inizio giornata di quelli che saranno gli impegni sia del genitore che del bambino stabilendo una sorta di “premio condiviso” alla fine (ad es. fare la pizza insieme o fare un gioco divertente);

4) Stabilire chiare regole su quali momenti dedicare al gioco, allo svago, ad attività didattiche;

5) Essere FLESSIBILI e non rigidi, ad esempio consentendogli di cambiare attività se in quel momento è stanco o nervoso; o proponendogli una pausa se vuole fare altro. In ogni caso va specificato che si tratta di una eccezione esplicitandone la motivazione;

In ultima analisi vorrei affrontare una difficoltà esposta da molti genitori di bambini nella fascia d’età 3-6 rispetto al seguire la didattica a distanza proposta dalle insegnanti. Alcuni lo hanno interpretato come “non ha voglia”, altri come “mi mancano troppo i miei amici e le maestre e allora meglio non vederli”. Qualsiasi sia la motivazione alla base del rifiuto del bambino è importante mettersi in una posizione di ascolto, e soprattutto chiedersi quale sia la cosa migliore per il bambino. Lasciarlo completamente libero di decidere cosa fare del tempo a casa oppure “costringerlo” in attività che rifiuta in quel momento? In entrambi i casi vengono trascurati i bisogni del bambino: il nostro compito è aiutarlo ad orientare le sue energie in modo costruttivo per fare in modo che il bambino sperimenti il piacere e la gioia d’imparare cose nuove, di sperimentare e di tollerare piccole frustrazioni. Inoltre, interrompere repentinamente RELAZIONI importanti come quelle che si sono instaurate a scuola significa non dare valore ai legami e alle emozioni. Infine, ritengo che la didattica a distanza possa essere una buona opportunità, per i bambini ma anche per i genitori, di entrare nel mondo della scuola dell’infanzia e comprenderne meglio il senso.

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